Benvenuti al nord

Sono passati due anni. Alberto e Mattia sono in crisi con le rispettive mogli. Silvia ha preso una casetta in montagna dove trascorrere romantici weekend, ma non sa che Alberto ha accettato di guidare Erpes, un progetto pilota delle Poste che lo impegnerà per un anno, sabati compresi. Intanto Mattia non vuol crescere e proprio non riesce a pronunciare la parola “mutuo”. Per questo Maria lo lascia, costringendolo a finire a Milano, a lavorare insieme all’amico. L’impatto del napoletano con la città sarà terribile: scontrandosi con tutti i suoi pregiudizi sul nord, Mattia finirà col rovinare la sua vita e quella dell’amico Alberto. Ma presto scoprirà un lato nascosto di Milano e, piano piano, inizierà anche lui a cambiare…

Anno: 2011
Regia: Luca Miniero
Sceneggiatura: Fabio Bonifacci, Luca Miniero
Con: Claudio Bisio, Alessandro Siani, Angela Finocchiaro, Valentina Lodovini, Paolo Rossi, Nando Paone, Giacomo Rizzo, Fulvio Falzarano
Produzione: Cattleya, Medusa











Battute del film



Preparativi per la partenza

Vicina: “Al nord non si sta male, nu’ frat mio è partit’ 15 anni fa e nun è più turnat”

Mattia: “S’è ambientat?”

Vicina: “E’ muort”

Palmisan e il Progetto Erpes

Palmisan: “I valori del progetto: Efficienza, Rapidità, Puntualità, Energia, Sorriso. In una parola: ERPES. Ci ha detto sfiga con la traduzione, in giapponese fa BANZAI”

Alberto ed Erpes

Alberto: “No, è che… col progetto pilota ho…i sabati impegnati per un po’…”

Silvia: “Come? Per un po’ quanto?”

Alberto: “Un an… (si blocca, si corregge parlando toscano) un ‘anno ancora deciso”

Silvia: “Ma come parli?”

Alberto: “No, un collega toscano, mi influenza”

Mattia e la prima cena a Milano

Silvia: “Ti piace il sushi?”

Mattia: “Sì mi piace la cucina milanese”

Silvia: “Sashimi?”

Mattia: “Usciamo? Arò iamm?”

Mattia al mastino napoletano

“E’ inutile che abbai milanese, si sente che sei napoletano”

Bar milanesi

Mattia: “Un caffè per favore”

Barista: “Come lo vuole? Mokaccino, marocchino, mokaciock, macchiato caldo, macchiato freddo, americano con acqua fredda a parte”

Alberto: “…nocciolino, valdostano, shakerato, con ginseng, corretto grappa…Io ti consiglio il Kafka, la sua specialità: un po’ più di un caffè macchiato, un po’ meno di un cappuccio”

Mattia: “Nu bicchier d’acqua”

Barista: “Gas? Nat? Fuori frigo…”

Mattia: “Normale, con l’acqua”

Le catene dell’amore…

Alberto: “Mattia non puoi ridurti così! …Devi reagire! Prendi le distanze dal dolore! Relativizza”

Silvia: “Ehhh, ma lui non è come te. E’ sensibile, romantico. Tu ti sei mai incatenato per amore? No, allora sta zitto”

Alberto: “Adesso se non ti incateni, non puoi parlare…che discorso è?”

Mattia consegna la posta a un cino-milanese

Mattia: “Sorry, non parlo cinese… Do you speak english?”

Cinese: “Ti me ciapet per i fondei? Di dove sei?”

Mattia: “I come from Neipol”

Cinese: “Nepal ti? Ma va dar via i ciapp”

L’ape…

Alberto: “Questo è l’ape di Milano. Mangi quanto ti pare e non paghi un cazzo…E’ il bengodi”

Barista: “Scusi, ha lo scontrino buffet?”

Alberto: “Scontrino buffet? Da quando in qua?”

Barista: “Gli anni 80 son finiti, zio. Ci vuole lo scontrino buffet: 20 euro”

Alberto: “Vabbè stiamo leggeri”

Col vecchio e fedele “chiodo” di pelle, a cuccare in disco…

Ragazza: “Ma cos’è sta puzza di naftalina?”

Alberto: “Sono le strobo!…Quando si rompe la guarnizione fanno quest’odore…Sai, io ho avuto tanti locali”

Ragazza: “Ma no, sei tu. Odori di naftalina”

Alberto: “Infatti. Va di moda…Cioè non qua, a Ibiza…A Ibiza se non sai di naftalina non sai di niente!”

Ragazza: “Tua moglie ti ha lasciato, vero?”

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