Si può fare

 

Si può fare

Nello, sindacalista troppo moderno per il sindacato e troppo antico per il mercato, viene mandato a dirigere una cooperativa di lavoro per malati mentali. Con l’occhio attento di un’utopista pratico, scoverà in ognuno di loro un talento, trasformando degli scarti della società in operai specializzati. E’ l’inizio di un’avventura trascinante, una “storia di formazione” che condurrà Nello e il suo manipolo di picchiatelli alla conquista della luccicante Milano da bere degli anni ’80.

 

 

 

Anno:  2008 

Regia:  Giulio Manfredonia 

Soggetto: Fabio Bonifacci

Sceneggiatura: Fabio Bonifacci, Giulio Manfredonia


Cast:  Claudio Bisio, Anita Caprioli, Bebo Storti, Giuseppe Battiston, Giorgio Colangeli, Carlo Giuseppe Gabardini, Pietro Ragusa, Maria Rosaria Russo 

Produzione:  Rizzoli

Distribuzione:  Warner Bros

 

 

 

 

 

Battute dal film

 

 

 

“Siamo matti, mica scemi” (Goffredo)

“Io non sono scorbutico, sono gli altri che sono delle teste di cazzo” (lo Scorbutico)

“Con le medicine sono tre anni che non mi tira…Quando mi tirava mi facevo delle seghe stupende” (Nicky Lauda)

Promozioni

Signor Fabio: “Robby non parla, non lavora, non fa niente. E’ uno scansafatiche peso morto!”

Nello: “Eccellente curriculum Signor Robby …lei è pronto per fare il Presidente!

Ossi navigatore

“Siamo fuori da Tuttocittà, queste strade non esistono! Devi ritornare dentro Tuttocittàà!!!”

Dibattito

“Signor carlo, lei non lavora?”

“No. Non rientra fra i miei interessi”

“Ma un lavoro nella vita ci vuole”

“Io già ce l’ho. Faccio i miracoli. Sono pagato dagli Ufo sotto forma di pensione di invalidità. Me la mandano il 27”

Ineccepibile

Il dottor Esposito dice che fare gli spaghetti ci fa bene, fare la lavatrice ci fa bene, caricare il camion ci fa bene…Allora io dico…Anche fare l’amore ci fa bene! Ci fa bene! Ci fa bene!!” (Luca)

Dialogo di Nello e Ferico con le prostitute

Federico: “Le spiego…siamo una cooperativa di disagio psichico, abbiamo avuto dei fondi europei per un corso di formazione sulla Crescita Emozionale”

Prostituta: “Che vorrebbe dire?”

Nello si sporge sopra Federico e taglia corto

Nello: Scopare…ì

Prostituta: Oh, ecco una parola che si capisce

Rispetto

Nello: “Io non gli do ragione perché sono matti. Li ho sempre trattati alla pari e se mi fanno incazzare, mi incazzo. Questo è rispetto”

 

 

Si puo' fare

 

Note di sceneggiatura

di Fabio Bonifacci

 

Ho incontrato questa storia tanti anni fa, in un articolo di giornale. Mi ha affascinato perchè parla del più sottovalutato fra i poteri, quello del nostro sguardo. Racconta infatti di un gruppo di “matti” che incontra qualcuno capace di guardarli in un altro modo: anziché considerarli incapaci, sa vedere le loro “diverse capacità” e utilizzarle, provocando un processo di crescita, quasi di guarigione. Questa storia mi è piaciuta perché dice che il modo in cui guardiamo le persone non è neutro ma contribuisce a renderle ciò che sono. Chi sa vedere bellezza, crea bellezza.

L’articolo parlava della cooperativa Noncello di Pordenone ma, fin dall’inizio, io e Giulio Manfredonia abbiamo deciso di creare intorno allo spunto reale un racconto di fantasia, perché a volte inventare fatti e personaggi aiuta a rendere più reale  lo “spirito” che si vuole raccontare. E lo spirito è quello del protagonista Nello che, anziché scegliere le strade consuete dell’utopia teorica o del cinismo pratico, sperimenta una terza via: portare un po’ di utopia pratica nel pezzetto di mondo in cui vive. Questa storia ci dice che è difficile e faticoso, ma ci ricorda che a volte funziona e che, soprattutto, provarci è un bel modo di stare al mondo. E’ anche interessante che questa piccola utopia avvenga negli anni Ottanta dello yuppismo.

La malattia mentale, fulcro del film, è stata studiata con una lunga analisi sul campo, alla fine della quale ci è parsa meno lontana dalla “normalità”. Infatti nel film il protagonista e i “matti” hanno uno scambio paritario: lui fa crescere loro ma loro fanno crescere lui, loro diventano più “normali” e lui, quando va in crisi, finisce per somigliare a loro. I territori si confondono anche se poi il disagio mentale conserva un irriducibile nocciolo di mistero, che nel film sfocia in tragedia, insegnando a Nello che si può “aiutare” ma non bisogna illudersi di “guarire”.

Nel tempo passato coi veri pazienti psichiatrici abbiamo anche provato la sensazione che, oltre ad avere i loro problemi, sapessero anche qualcosa che noi non sappiamo. Insomma che, come dicevano gli antichi greci, la follia abbia qualcosa da insegnarci. E’ una sensazione difficile da esprimere a parole ma io e Giulio saremmo felici se fossimo riusciti a trasmetterne un barlume nei nostri personaggi.

Per qualcuno questo film è una commedia, per altri un dramma. Io non lo so. Se in sala si ride mi fa piacere, ma nessuna risata è stata cercata. Noi non volevamo fare né commedia né dramma: solo cercare di raccontare una storia usando nei vari momenti lo stile che ci pareva più adatto ai contenuti. 

Due parole sul titolo, per evitare equivoci. “Si può fare” appariva nel primo soggetto scritto nel 2002. Poi è stato usato dalla politica ma abbiamo deciso di tenerlo perché condensa nel modo migliore lo spirito che volevamo raccontare.

Infine, un grazie di cuore a Giulio e a tutti gli attori, capaci di rendere il copione così vivo da sorprendere anche chi l’ha scritto.

 

Fabio Bonifacci

 

nello1rate

parquetossi

Si pu÷ fare

 

  1. Giorgia
    21 luglio 2011 a 22:49 | #1

    Fino a ieri sera non sapevo chi fosse Fabio Bonifacci perchè sono una delle tante persone che guarda i film senza sapere chi sia lo sceneggiatore e spesso nemmeno il regista o gli attori.
    Ieri sera però sono uscita con un’amica ed abbiamo trascorso parte della serata parlando degli ultimi film visti, consigliandoceli a vicenda.
    Io che non amo particolarmente il cinema italiano ho citato “Si può fare” da poco visto in TV e “Oggi sposi” visto in DVD su consiglio di una collega, così la mia amica mi ha detto “ma allora ti piace Bonifacci”
    Ho scopeto così che anche “Lezioni di cioccolato” e “Diverso da chi” che avevo visto al cinema erano tuoi ed eccomi qui per ringraziarti di avere dato una botta di vita al cinema italiano e per cercare altri titoli da vedere.

  2. fulvio.schiano
    17 luglio 2011 a 21:14 | #2

    Caro Fabio, credo che sia bello far sapere a chi segue il tuo CORSO DI SCRITTURA CREATIVA o naviga random nel tuo blog che, grazie anche al tuo incoraggiamento e sostegno, una piccola filodrammatica di provincia ha potuto realizzare una rappresentazione teatrale tratta dal film “Si può fare”.
    La TUA storia sta avendo uno straordinario successo, al di là di ogni più rosea aspettativa.
    Chissà, forse abbiamo trovato una nuovo “enunciato” da scrivere in bold: le buone storie (come le chiami tu) funzionano sempre, con qualsiasi mezzo siano espresse. Grazie ancora.

  3. 9 giugno 2011 a 22:51 | #3

    un amore di film,davvero ben fatto sotto ogni punto di vista!

  4. Uedro
    30 novembre 2010 a 17:06 | #4

    La mia classifica dei tuoi film:

    Si può fare
    Amore, Bugie e calcetto
    Oggi sposi – Lezioni di cioccolato
    Tandem
    Notturno Bus
    E allora Mambo
    Diverso da chi?
    E’ già ieri

    Non ho visto Ravanello pallido

    Devo dire che in tutti, ancor prima di sapere che ci fosse il tuo zampino, ho riconosciuto una certa piacevolezza e ritmo. Ti ringrazio per il tuo bellissimo corso. Non sono stato altrettanto gentile sul mio blog: commentando i tuoi film mi è capitato di essere un po’ cattivo, scusa (http://www.ilsecondospettacolo.blogspot.com/)

  5. 29 ottobre 2010 a 9:54 | #5

    Ciao Fabio,

    se ti interessa ti incollo una mia rispettosissima recensione. Ancora complimenti.

    http://www.studio254.it/Rassegna/SI-PUO-FARE-Recensione-di-Fabio-Marson=100310.htm

    FABIO: l’ho letta, mi sembra molto carina e anche professionale. però io sono di parte :)

  6. L89
    28 aprile 2010 a 9:50 | #6

    Film davvero stupendo!
    (Ma pubblicherai sul blog anche le sceneggiature dei tuoi film?)

  7. Paulus
    22 aprile 2010 a 17:16 | #7

    sottoscrivo in pieno i commenti di:
    carlo turco – kujo 74 – federica – adalberto – kiko

  8. 13 ottobre 2009 a 12:59 | #8

    Quello precedente è un link in cui potete leggere la mia recensione del film :)
    Se vi va, off course

  9. carlo turco
    28 agosto 2009 a 16:24 | #10

    Un film intenso e toccante, in grado di coniugare profondità e leggerezza. Per certi versi mi ha ricordato una delle migliori pellicole di Ken Loach, “Riff-Raff”. Complimenti, con tutto il cuore.

  10. Kujo 74
    25 agosto 2009 a 13:52 | #11

    “Il Presidente vuole dirvi due parole” … pelle d’oca. Grande Fabio!

  11. Federica
    14 agosto 2009 a 0:02 | #12

    ho appena finito di vedere il film, sono commossa, grazie per la poesia…

  12. Adalberto
    12 agosto 2009 a 10:43 | #13

    Uno dei migliori film italiani della stagione.
    E ho detto tutto !!!

  13. Kiko
    6 giugno 2009 a 20:48 | #14

    Per me, davvero, un capolavoro

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