Oggi Sposi

Quattro matrimoni, mille peripezie e un solo obiettivo: raggiungere l’altare e pronunciare il fatidico sì. Nicola, poliziotto pugliese e Don Giovanni, vuol sposare l’incantevole figlia dell’Ambasciatore indiano. Ma come farà Sabino, un contadino alla vecchia maniera, ad accettare che il figlio si sposi con rito Indù?

Salvatore e Chiara, giovani precari con un figlio in arrivo, mettono a punto un piano per organizzare un matrimonio a costo zero: far imbucare i loro 72 invitati alle nozze dell’avvenente soubrette Sabrina e di Attilio Panecci, magnate della finanza. Ma qualcun altro vuole “imbucarsi” al matrimonio del secolo… È il PM Fabio Di Caio, che indaga da tempo sui loschi traffici di Panecci, mentre cerca di dissuadere l’ anziano padre dallo sposare la sua nuova fiamma, una massaggiatrice poco più che ventenne…

Dialogo dal film

Scontro di culture

Ambasciatore: “Prima di mangiare desiderate vedere la stanza dei Caravaggi?”

Sabino: “No…Caravaggi troppi ne tengo a casa mia”

Ambasciatore: “Ah sì? E dove li tiene?”

Sabino: “Girano…in bagno, in cucina, sotto i mobili. Uno pure nell’insalata…”

Oggi-Sposi-Bonifacci
  • Anno: 2009
  • Regia: Luca Lucini
  • Soggetto: Fabio Bonifacci, Fausto Brizzi, Marco Martani
  • Sceneggiatura: Fabio Bonifacci con la collaborazione di Fausto Brizzi & Marco Martani
  • Con: Michele Placido, Carolina Crescentini, Luca Argentero, Gabriella Pession, Filippo Nigro, Renato Pozzetto, Dario Bandiera, Isabella Ragonese, Francesco Montanari, Hassani Shapi, Vito
  • Produzione: Cattleya e Universal

Note di sceneggiatura di Fabio Bonifacci

La prima parola che associo a questo film è “divertimento”. Con Brizzi e Martani (e poi con Lucini, gli attori, la produzione) volevamo fare uno di quei film che all’uscita lasciano lo sguardo allegro. Perché il Pil ha molti problemi ma anche il Pir (Prodotto Interno Risate) non è messo bene: mi pare ci siano in giro sempre meno risate, e aggiungerne qualcuna forse non fa male.

Il matrimonio, oggetto del titolo, è visto soprattutto nel suo aspetto rituale: il giorno in cui l’amore cessa di essere sentimento e diventa show, per suggellarsi davanti alla società. E’ un perfetto simbolo del nostro tempo: e infatti gli sposi del film sembrano spesso più interessati allo show del rito che al sentimento che dovrebbe suggellare.

Il film vuole anche ridere (per non piangerne, come a volte verrebbe) sulla volgarità che pare diffondersi come un’influenza nella società: volgarità nei modi e nei fini, nelle apparenze e nei valori. Una decadenza allegra e vitalistica, in cui si continua a ballare nel salone mentre la nave imbarca acqua. Spero si rida, come ho detto, ma spero anche che qualche volte sia un riso amaro.

A raccontare tutto questo è un incrocio di quattro matrimoni, quattro coppie che sintetizziamo in poche frasi chiave. Il faccendiere Panecci e la soubrette Sabrina sono due giovani vip storditi da un successo immeritato, abitano un luccicante vortice di nulla e vivono in funzione dei media. La loro parola chiave è “due cuori e una notizia”. Per loro amare vuol dire andare sui giornali. Il loro non è un matrimonio ma uno show con tanto di ospiti pagati.

Chiara e Sabino invece sono due precari senza una lira ma devono fare un matrimonio in grande per accontentare la mamma di lui. Così tentano di infiltrarsi nel pranzo dei vip e sposarsi a scrocco. La loro parola chiave è “la difficoltà aguzza l’ingegno”. Per loro amare vuol dire risparmiare. Ma è curioso come anche loro debbano trasformare il matrimonio in uno show, sia pure solo a beneficio dei parenti.

Il terzo matrimonio è il più ricco di personaggi: a sposarsi sono un giovane poliziotto italiano e una ragazza indiana. La frase chiave è “l’Italia contadina contro l’Asia moderna” perché Nicola viene da una famiglia agricola del sud mentre Alopa è figlia dell’ambasciatore dell’India. Le rispettive famiglie iniziano a litigare: ancora una volta non sulla sostanza del matrimonio (l’amore tra i due) ma sulla forma del rito. Qua si tratta di fare uno show multietnico che accontenti due interi paesi, uno in Puglia e uno in India.

L’ultimo matrimonio è un triangolo: il 70enne Renato, ricco e allegro, vuole sposare Giada, 25 anni. Ma il figlio di Renat –serioso magistrato- cerca di impedirlo perché ritiene la ragazza una poco di buono, quale in effetti è. Viene fuori un capovolgimento delle età oggi molto diffuso: 70enni giovanotti contro giovani già anziani. La frase chiave può essere “tra moglie e marito, non mettere il figlio”. Oppure, dal punto di vista di lei, un amletico dubbio: “Meglio sposarsi per amore o per 740?”

Le quattro storie si incrociano e si influenzano tra loro, in una girandola di finzioni, sospetti, liti, inganni. Il ritmo vorticoso degli eventi somiglia alla velocità del nostro tempo. I personaggi, beh quelli no, sono creature di fantasia che servono a far ridere. In Italia gente così cinica, volgare e superficiale mica esiste. O no?

5 commenti su “Oggi Sposi”

  1. La cosa che non ho capito di Oggi sposi è perchè Argentero e famiglia sono così attaccati alle loro radici romane se sono, evidentemente, pugliesi. Ma forse ho capito male io (o non mi ricordo bene)

    FABIO: Infatti nel film sarebbero attaccati alle loro radici pugliesi…

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  2. Non so, c’era qualcosa che non mi tornava. Devo riguardare il film poi ti dico. Una piccola domanda: come hai gestito la parte “dialettale”? Avete/hai scritto i dialoghi in italiano corrente o direttamente in dialetto? Come giudichi la scelta degli attori: è stata azzeccata? Ma sei amico anche di Brizzi e Martani? @Uedro

    FABIO: 1. scrittI in dialletto artigianale, poi controllati con chi lo parlava davvero. 2. Non giudico mai le scelte degli attori. 3. Certo, li conosco, avendo lavorato insieme

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  3. Mi sono divertita da matti a vedere questo film. Michele Placido è stato grande! Seppure ridicole certe scene non erano però artificiose. Le battute erano fortissime! Pensa sono un’insegnante e mi sono imbattuta nel tuo sito xchè volevo trovare qualcosa per lavorare con i bambini. Non sapevo che fossi lo sceneggiatore di questo film e di Lezioni di cioccolato che ho visto.E’ stata una piacevolissima scoperta. Continua a scrivere! Mentre, seppure mi piaccia molto la Littizzetto, non ho seguito che a tratti Ravanello pallido, forse xchè il personaggio mi sembra una sfigata e siccome un pò lo sono io ho preferito nn vederlo. Inoltre nn condivido chi vuole per forza apparire e crede di esistere solo in funzione di questo. Nonostante ciò, devo dire che una trasmissione mediatica ha prodotto personaggi che ho molto apprezzato come Taricone e Argentero!Certamente seguirò il tuo corso gratuito e già ti ringrazio in anticipo. Maria Luisa

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